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  • Un altro ragazzo accusa don Vito: “Mi fece domande intime e mi invitò a vedere film porno”

    Un altro ragazzo accusa don Vito: “Mi fece domande intime e mi invitò a vedere film porno”

    Un ventenne avrebbe subito atti sessuali da don Vito Martinelli, un altro ragazzo approcci della stessa natura, allontanandosi dal prete per il timore che passasse dalle parole ai fatti. La Squadra mobile di Bari lavora per verificare se il sacerdote 56enne di Corato (che oggi sarà interrogato dal gip, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso) abbia abusato di altri giovani, oltre a quello che lo ha denunciato. Il presule è agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.

    Gli episodi contestati – «con frequenza quotidiana, prevalentemente serale» dice l’ordinanza – sarebbero avvenuti dal 2022, prima nell’auto del parroco poi in sacrestia, nell’ufficio parrocchiale nell’abitazione di Martinelli. Per il gip Domenico Zeno gli atti sessuali sono stati «compiuti» sul denunciante e «approcciati per giungere alla stessa situazione» con l’altro ragazzo.

    Ascoltato come testimone, quest’ultimo ha confermato gli atteggiamenti eccessivi del sacerdote. I loro contatti si erano svolti prima tramite le chat whatsapp, poi Martinelli lo avrebbe contattato su telegram, impostando la modalità di distruzione istantanea delle conversazioni. Nei messaggi, don Vito avrebbe fatto domande sulla vita intima del ragazzo, parlato di masturbazione e proposto di vedere insieme filmati pornografici. Questo comportamento avrebbe indotto il giovane ad in terrompere i rapporti. Poco tempo dopo sarebbe stato contattato da un amico del prete, che lo avrebbe sollecitato a cancellare il suo numero e a «non dire tutto».

    Un ventenne avrebbe subito atti sessuali da don Vito Martinelli, un altro ragazzo approcci della stessa natura, allontanandosi dal prete per il timore che passasse dalle parole ai fatti. La Squadra mobile di Bari lavora per verificare se il sacerdote 56enne di Corato (che oggi sarà interrogato dal gip, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso) abbia abusato di altri giovani, oltre a quello che lo ha denunciato. Il presule è agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.

    Ascoltato come testimone, quest’ultimo ha confermato gli atteggiamenti eccessivi del sacerdote. I loro contatti si erano svolti prima tramite le chat whatsapp, poi Martinelli lo avrebbe contattato su telegram, impostando la modalità di distruzione istantanea delle conversazioni. Nei messaggi, don Vito avrebbe fatto domande sulla vita intima del ragazzo, parlato di masturbazione e proposto di vedere insieme filmati pornografici. Questo comportamento avrebbe indotto il giovane ad in terrompere i rapporti. Poco tempo dopo sarebbe stato contattato da un amico del prete, che lo avrebbe sollecitato a cancellare il suo numero e a «non dire tutto».

    Che l’indagine fosse in corso, del resto, era cosa nota nell’ambiente ecclesiastico, perché il 20enne che avrebbe subito gli abusi sessuali, nell’ottobre 2025, si era confidato con il nuovo parroco della chiesa del Sacro Cuore (che fino all’agosto di quell’anno era affidata a don Vito) e successivamente era stato chiamato dal vescovo Leonardo D’Ascenzo.

    L’arresto è stato disposto, perché – secondo il giudice – esiste sia il pericolo di inquinamento probatorio che di reiterazione del reato. A Don Vito viene infatti attribuita una «condotta seriale» e la capacità di esercitare «una forte influenza sulle persone nel contesto ecclesiale di riferimento». Il timore era per l’altro ragazzo e per quelli che frequentavano la chiesa e anche la scuola, considerato che il sacerdote insegna in un istituto di Corato. Anche il ragazzo che ha denunciato, sarebbe stato contattato da persone vicine a Martinelli, per cercare di fargli ricucire i rapporti con lui e magari ipotizzare di ritirare la denuncia.

    https://bari.repubblica.it/cronaca/2026/10/14/news/un_altro_ragazzo_accusa_don_vito_mi_fece_domande_intime_e_mi_invito_a_vedere_film_porno-425645953/

  • Corato, spuntano altri testimoni sul parroco arrestato: «Ha fatto proposte sconce anche a me»

    Corato, spuntano altri testimoni sul parroco arrestato: «Ha fatto proposte sconce anche a me»

    Almeno uno dei tredici testimoni ascoltati dalla Squadra mobile di Bari ha confermato i metodi utilizzati da don Vito Martinelli, l’ex parroco di Corato finito ai domiciliari sabato per violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità e che oggi dovrà comparire davanti al gip di Trani, Domenico Zeno, per l’interrogatorio di convalida. I dettagli sono nel verbale che il pm Francesco Chiechi ha depositato tra gli atti di supporto alla richiesta di arresto in carcere per il sacerdote 56enne (difeso dagli avvocati Rinaldo Alvisi di Barletta e Salvatore D’Aluiso di Bari): un’inchiesta nata dal racconto della vittima, che per il gip è «coerente, costante e dettagliato».

    Tra le persone ascoltate dalla Squadra mobile c’è un altro parrocchiano del Sacro Cuore, che ha raccontato dei messaggi ricevuti dal sacerdote fornendo gli screenshot delle anteprime: il testimone ha detto che don Martinelli, dopo un approccio su Whatsapp, avrebbe trasferito la conversazione su Telegram impostando la cancellazione automatica dei messaggi e facendo domande sulla «vita intima» dell’uomo proponendogli di «guardare insieme» dei video porno. «Un modus operandi già visto nel caso [della vittima] – secondo il gip -, dimostrando che non si trattava di un fatto limitato»…

    https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2168811/corato-spuntano-altri-testimoni-sul-parroco-arrestato-ha-fatto-proposte-sconce-anche-a-me.html

  • Accusato di violenza sessuale, l’ex parroco di Corato davanti al gip: “Sono innocente”

    Accusato di violenza sessuale, l’ex parroco di Corato davanti al gip: “Sono innocente”

    Ha respinto le accuse e ribadito la propria innocenza don Vito Martinelli, ex parroco della chiesa Sacro Cuore di Gesù di Corato, agli arresti domiciliari dal 10 ottobre con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata.

    Questa mattina il sacerdote ha reso dichiarazioni spontanee durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Domenico Zeno. A riferirlo è l’agenzia Agi, che ha raccolto le dichiarazioni degli avvocati difensori Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso.

    La difesa contesta le accuse
    I legali del parroco hanno adottato la linea difensiva delle dichiarazioni spontanee. Secondo i difensori, durante l’interrogatorio Martinelli ha affermato con fermezza la propria innocenza e l’infondatezza delle contestazioni. L’ordinanza cautelare riguarda presunte condotte commesse tra novembre 2024 e ottobre 2025. Secondo la ricostruzione accusatoria, il sacerdote avrebbe approfittato del proprio ruolo di guida spirituale e del rapporto di fiducia instaurato con un giovane per costringerlo a subire atti sessuali.

    Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Bari e coordinate dalla Procura di Trani. Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e l’indagato è presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

    Chiesto l’incidente probatorio
    Nella giornata di ieri il pubblico ministero Francesco Chiechi ha chiesto l’incidente probatorio. La difesa attende che venga fissata la data per ascoltare la persona offesa e sviluppare la propria linea difensiva.

    https://www.baritoday.it/cronaca/interrogatorio-don-vito-martinelli-corato-violenza-sessuale.html

  • Il papa in ospedale. E va in onda il giornalismo più becero e grottesco, quello italiano, un insulto all’informazione e ai cittadini

    Il papa in ospedale. E va in onda il giornalismo più becero e grottesco, quello italiano, un insulto all’informazione e ai cittadini

    Altro che toccare il fondo, la stampa italiana (e non solo) questa volta lo ha persino bucato.

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    E quello che per i soli media italiani pare essere “l’ombelico del mondo” tanto da arrivare a titoli squallidi come quello di TGcom 24 (nella foto) che arriva persino a criticare la stampa estera per non essersi genuflessa alla pecorina come quella italiana. Ci si domanda “stando ai titoloni dei media italiani” chissà quante persone non potranno sopravvivere perché il Papa è ricoverato; quanti per lo stresso motivo non avranno lo stipendio questo mese; quanti in Italia non potranno più camminare, mangiare, fare benzina ecc. perché il Papa è stato ricoverato… E adesso chi guiderà il Vaticano durante la sua degenza?

    Parliamo della stessa stampa che, guardando l’altra faccia della medaglia, è da sempre incapace di fare una informazione vera e obbiettiva, l’unica al mondo che è stata persino incapace di fare un’inchiesta giornalistica sulla pedofilia del clero italiano. Da più di dieci anni riporta, ogni tanto qualche caso, nulla di piu.

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    Quella che oramai da anni, quando parla di pedofilia nel clero, non chiede più neppure un contradittorio alle vittime.

    La stessa che non è capace neppure di chiedere al presidente della CEI Matteo Zuppi come mai promuove a una congregazione mons. Rosario Gisana, sotto processo nel tribunale di Enna e per il quale il pubblico ministero chiede due anni di carcere senza il beneficio della condizionale, in quanto avrebbe mentito in favore dello stupratore Giuseppe Rugolo, oggi condannato a tre anni in via definitiva. Sempre a Zuppi, forse andrebbe chiesto perché la CEI non ha preso provvedimenti (come ha fatto la magistratura) verso Gisana? Eppure lo stesso Motu proprio, tanto lodato dai media, lo prevede!

    Sempre la stessa stampa che è incapace di chiedere al Papa, quando la chiesa italiana inizierà come nel resto d’Europa, anche in Italia, a riconoscere e indennizzare le vittime dei preti pedofili, anziché vantare falsamente quello che i Governi di tutta Europa hanno ottenuto per i propri cittadini, mettendo la chiesa all’angolo, e non grazie al Papa.

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    La stessa stampa che per sola imparzialità, proprio in occasione di questo ricovero papale, avrebbe potuto sollevare, almeno il problema sanitario italiano, anziché offendere ed umiliare milioni di cittadini italiani rimasti oramai senza cure e senza alcuna assistenza medica.

    Un’informazione che sarebbe meglio, a questo punto non ci fosse in quanto in Italia è pura disinformazione.

    …E chissà, a questo punto, quanti giornalisti non prenderanno lo stipendio questo mese, perché il Papa è ricoverato…

    Di seguito la “galleria foto” dei principali titoli apparsi sui media italiani…

  • L’accusa di violenza sessuale a don Vito Martinelli, il gip di Trani: «Condotte seriali e non occasionali»

    L’accusa di violenza sessuale a don Vito Martinelli, il gip di Trani: «Condotte seriali e non occasionali»

    Gli abusi sarebbero iniziati nel 2022 durante i viaggi da Corato ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. Alla richiesta del giovane se alcuni atti costituissero peccato, il prete avrebbe risposto di no, invitandolo poi a consultare uno psicologo per far emergere «la sua latente omosessualità». Poi, simulando approcci intimi, avrebbe iniziato a toccarlo. Da allora, atti simili si sarebbero ripetuti in più occasioni nel corso degli anni, anche nella sacrestia e nei locali della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, a Corato. Lo si legge nell’ordinanza di custodia cautelare con cui, sabato scorso, la polizia ha arrestato ai domiciliari don Vito Martinelli, parroco 56enne, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità nei confronti di un giovane parrocchiano. Il ragazzo aveva conosciuto il prete nel periodo di preparazione alla cresima e vedeva in Martinelli il suo «padre spirituale» (si legge negli atti), in quanto anche il giovane aveva deciso di entrare in seminario e diventare sacerdote.

    Per gli inquirenti di Trani, il racconto della persona offesa è coerente e privo di vizi, con indizi gravi a carico del sacerdote le cui condotte sono state ritenute «seriali e non occasionali». Il gip ha anche rilevato i rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Martinelli, insegnante di religione al liceo, continuò a seguire il giovane nel suo percorso di ingresso in seminario. A novembre 2025, dopo il trasferimento del prete in un’altra chiesa, il ragazzo raccontò quanto accaduto al nuovo parroco e i due, si legge negli atti, informarono il vescovo di Trani della questione. Oggi, infatti, monsignor Leonardo D’Ascenzo ha spiegato in una nota di aver «avviato l’indagine preliminare sull’operato del Sacerdote» a novembre 2025 e di aver quindi «già disposto la sospensione immediata dell’indagato da ogni incarico pastorale, in attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso». Mercoledì mattina, in Tribunale a Trani, si terrà l’interrogatorio di Martinelli, assistito dagli avvocati Salvatore D’Aluiso e Rinaldo Alvisi.

    Il vescovo di Trani: dolore e sconcerto

    «L’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie esprime profondo dolore e sconcerto per i fatti contestati» a don Vito Martinelli, prete di Corato (Bari) arrestato sabato scorso con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità nei confronti di un giovane che frequentava la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. Lo si legge in una nota in cui si spiega che l’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo, che il 25 novembre 2025 aveva «avviato l’indagine preliminare sull’operato del Sacerdote», ha «già disposto la sospensione immediata dell’indagato da ogni incarico pastorale, in attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso».

    Monsignor D’Ascenzo, «a nome di tutta la comunità diocesana, manifesta vicinanza e solidarietà alla presunta vittima e alla sua famiglia». L’Arcidiocesi, si legge ancora, «riafferma la propria piena fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, offrendo la propria collaborazione per il rapido e completo accertamento della verità dei fatti» e «ribadisce il proprio fermo impegno nella tolleranza zero contro ogni forma di abuso, continuando a lavorare per garantire che le parrocchie e i centri pastorali siano luoghi sicuri».

    https://gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2026/10/12/laccusa-di-violenza-sessuale-a-don-vito-martinelli-il-gip-di-trani-condotte-seriali-e-non-occasionali-705e3017-ffb4-4d84-891c-3bda746f6dbe/

  • Presunti abusi sessuali, diocesi indagava sul suo sacerdote dal 2025

    Presunti abusi sessuali, diocesi indagava sul suo sacerdote dal 2025

    L’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie esprime «profondo dolore e sconcerto» per i fatti contestati a don Vito Martinelli, già parroco della parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Corato, nei cui confronti è stata applicata una misura cautelare restrittiva. E, pur nel rispetto della presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva, ribadisce il proprio «fermo impegno nella tolleranza zero contro ogni forma di abuso».

    La presa di posizione è affidata a una nota dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, diffusa dopo che gli organi di stampa hanno dato notizia del provvedimento.

    La Curia, in realtà, si era già mossa da tempo. L’arcivescovo, monsignor Leonardo D’Ascenzo, il 25 novembre 2025 ha avviato l’indagine preliminare sull’operato del sacerdote e, in via cautelativa, in conformità alle norme del diritto canonico e alle disposizioni della Santa Sede, ne ha già disposto la sospensione immediata da ogni incarico pastorale, in attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso.

    A nome dell’intera comunità diocesana, l’arcivescovo manifesta vicinanza e solidarietà alla presunta vittima e alla sua famiglia.

    Nella nota, l’Arcidiocesi riafferma inoltre la piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, offrendo la propria collaborazione per il rapido e completo accertamento della verità dei fatti.

    La Chiesa locale – conclude la nota – continuerà a lavorare «per garantire che le parrocchie e i centri pastorali siano luoghi sicuri».

    https://ilgiornaleditrani.it/notizie/116297/trani/presunti-abusi-sessuali-diocesi-indagava-sul-suo-sacerdote-dal-2025

  • Corato, il parroco ai domiciliari per violenze su un seminarista. La vittima avvertì il vescovo

    Corato, il parroco ai domiciliari per violenze su un seminarista. La vittima avvertì il vescovo

    Quando i poliziotti della Squadra mobile di Bari sabato mattina si sono presentati a casa sua, non hanno trovato nessuno. È per questo che don Vito Martinelli, 56 anni, è stato arrestato a scuola, direttamente dall’aula dell’istituto Oriani-Tandoi dove stava facendo lezione di religione.

    L’ordinanza del gip Domenico Zeno gli contesta un’accusa pesantissima, soprattutto per un sacerdote molto amato dalla comunità e dagli studenti che da trent’anni insegna nelle scuole superiori: violenza sessuale nei confronti di un giovane parrocchiano di cui don Vito era la guida spirituale. Un ragazzo profondamente devoto, che stava iniziando il lungo percorso verso l’ordinazione sacerdotale.

    Sconcerto e stupore sono infatti i sentimenti più comuni in chi conosce Martinelli, a suo agio sui social e davanti alle telecamere quanto in classe. Ma le indagini condotte dal pm Francesco Chiechi della Procura di Trani, partite dalla denuncia della vittima, hanno ricostruito un quadro estremamente problematico che ha convinto il gip Zeno a ravvisare il rischio di reiterazione e dunque a disporre i domiciliari (non è ancora chiara quale sia stata la richiesta della Procura). Anche perché, questo è il sospetto, potrebbero esserci altre vittime di quella che viene definita una «conclamata concupiscenza» da parte dell’ex parroco: l’accusa fa riferimento a una serie di episodi avvenuti tra il 2024 e l’inizio del 2025. Si tratta di «approcci» (non rapporti completi) che l’uomo avrebbe messo in atto durante gli incontri organizzati nell’ ambito del percorso spirituale della vittima. Episodi confermati, nel corso delle indagini, attraverso le chat e i messaggi forniti dalla stessa vittima, ma anche da alcuni testimoni ascoltati dai poliziotti: proprio da qui parte il sospetto che potrebbero esserci altri casi.

    Don Vito si proclama assolutamente innocente. Alle spalle ha una lunga esperienza di pastore e di educatore, due lauree (una terza in arrivo), l’iscrizione come giornalista professionista, ed è noto anche al di fuori della sua città per via delle trasmissioni condotte su tv locali. Nel suo percorso professionale e spirituale, dice chi lo difende, non c’è mai stata alcuna ombra. Anche se qualcosa potrebbe essere cambiata a partire dallo scorso anno.

    La vittima delle attenzioni del sacerdote ha denunciato a fine 2025, ma non prima di aver esposto i fatti alle gerarchie della Chiesa arrivando direttamente al vescovo di Trani, Leonardo D’Ascenzo. Nell’estate dello scorso anno don Martinelli, per quasi un decennio parroco del Sacro Cuore di Corato, su disposizione del vescovo è stato trasferito a Santa Maria Maggiore, il duomo di Corato, con l’incarico di «collaboratore» del parroco. Una posizione che lo ha isolato dalla titolarità diretta delle attività pastorali. «I vescovi pugliesi – ha spiegato lui su Facebook salutando i parrocchiani del Sacro cuore – hanno stabilito che coloro che insegnano, in qualità di docenti in ruolo, come me, non possano più essere parroci». Qualche mese più tardi è stato raggiunto dai poliziotti per sottoscrivere un verbale di identificazione, primo atto dell’indagine.

    Nel fascicolo sono finite quindi le testimonianze di alcune altre persone che frequentavano la parrocchia. Ma anche alcune intercettazioni che sembrerebbero confermare l’esistenza di un interesse «malato» nei confronti della vittima, da cui la contestazione dell’aggravante dell’abuso di autorità, tipica del rapporto tra docente e discente. Don Vito è descritto come un uomo «dal forte ascendente», che avrebbe sfruttato le vulnerabilità della vittima anche grazie a una «notevole capacità manipolatoria». L’interrogatorio di garanzia non è ancora stato fissato: dopo la lettura degli atti, la difesa valuterà come procedere. [m.sc.]

    https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2166173/corato-il-parroco-ai-domiciliari-per-violenze-su-un-seminarista-la-vittima-avverti-il-vescovo.html

  • Abuso; vittime e traffico di minori – 🇮🇹 Francesco Zanardi (1)

    Abuso; vittime e traffico di minori – 🇮🇹 Francesco Zanardi (1)

    Di cosa parliamo? Vittime di pedofilia! Traffico di minori? Rete di abusi? Partito politico pedofilo?

    Bambini che si tolgono la vita dopo gli abusi! Sopravvissuti ad abusi sessuali? Trattato del Vaticano nella Repubblica Ceca? Istituzione antipedofilia? Devianza e crimini? Accuse contro un prete. La Chiesa nega le vittime? Leggi e Chiesa in Italia?

    Chiesa, politica e media sono interconnessi! Come risolvere il problema? Qual è la storia e il lavoro di Francesco Zanardi?

    Francesco Zanardi – Rete ‘ABUSO – Associazione dei sopravvissuti ad abusi sessuali da parte del clero.

    Riprese effettuate il 12.6.2025 Savona

  • Corato, arrestato sacerdote con accuse di violenza sessuale su ragazzo in parrocchia: è Don Vito Martinelli

    Corato, arrestato sacerdote con accuse di violenza sessuale su ragazzo in parrocchia: è Don Vito Martinelli

    È stato arrestato durante le ore di lezione nell’istituto professionale di Corato dove insegnava Don Vito Martinelli, 56 anni, ora sottoposto agli arresti domiciliari con accuse di violenza sessuale, abuso di autorità e atti di violenza. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

    L’indagine è partita dalla denuncia di un giovane, all’epoca dei fatti già maggiorenne e frequentatore assiduo della parrocchia guidata dal sacerdote. Gli episodi contestati risalirebbero al periodo compreso tra la fine del 2024 e il 2025. Nella sua denuncia, il ragazzo avrebbe riferito di essere stato costretto a subire attenzioni e molestie di natura sessuale.

    Martinelli ha guidato per circa dieci anni la parrocchia del Sacro Cuore e, dal luglio 2025, ricopriva il ruolo di collaboratore della Chiesa Matrice. Accanto all’attività pastorale, svolgeva anche quella di docente di Filosofia, giornalista professionista e conduttore della rubrica televisiva «Due minuti per Dio» su TeleSveva, durante la quale intervistava personaggi noti sul tema della fede.

    Il sacerdote era già stato ascoltato dagli investigatori della Squadra Mobile, impegnati nelle indagini sui reati contro la persona e di natura sessuale, tra dicembre e gennaio. Quel confronto, rimasto riservato, si inseriva nell’attività investigativa che ha portato al provvedimento cautelare. La vicenda è ora al centro degli accertamenti giudiziari per chiarire i fatti contestati e le eventuali responsabilità.

    https://www.quintopotere.it/corato-arrestato-sacerdote-con-accuse-di-violenza-sessuale-su-ragazzo-in-parrocchia-e-don-vito-martinelli/
  • Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco

    Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco

    Bari – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un parroco dell’area metropolitana di Bari, di 56 anni, a cui ha dato esecuzione quest’oggi la polizia di Stato. L’indagato è accusato di aver compiuto violenza sessuale, con abuso di autorità e atti di violenza, nei confronti di un frequentatore assiduo della parrocchia.

    Il provvedimento cautelare in argomento è stato emesso a seguito della denuncia presentata dalla stessa vittima, relativa a fatti avvenuti a cavallo tra la fine del 2024 ed il 2025, periodo in cui la persona offesa era maggiorenne.

    Il denunciante ha raccontato e descritto una serie di episodi in cui si era ritrovato costretto a subire le attenzioni e le molestie sessuali da parte dell’indagato.

    Le attività d’indagine svolte dalla squadra mobile su delega della Procura, hanno consentito di raccogliere una serie di riscontri allo scenario descritto dal ragazzo. In particolare sono state ascoltate dagli investigatori divere persone a cui il ragazzo aveva sentito, nel corso del tempo e a più riprese, il bisogno di confidarsi per quanto stesse accadendo e, inoltre, anche le attività d’intercettazione effettuate hanno fatto emergere diversi elementi a suffragio delle dichiarazioni rese dal denunciante con particolare riferimento alla posizione e all’autorità esercitata dall’indagato sulle persone che a lui si affidavano che hanno indotto la Procura a chiedere l’adozione di un provvedimento restrittivo nei confronti del prelato.

    Tale richiesta, allo stato, è stata valutata positivamente dal giudice per le indagini preliminari che ha applicato la misura degli arresti domiciliari dell’indagato. vito martinelli

    Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco