8 marzo, Mattarella: “La condizione delle donne attesta il grado di civiltà di un Paese” Lettera aperta del Presidente della Rete L’ABUSO al Presidente della Repubblica Italiana.

Signor Presidente, nell’apprezzare il Suo lodevole impegno Istituzionale nella ricorrenza dell’8 marzo, in qualità di cittadino italiano vittima del clero, oggi Presidente della Rete L’ABUSO, l’unica realtà che in Italia documenta, denuncia e sostiene le vittime della pedofilia clericale, sulla base della non negoziabilità dei diritti, mi rivolgo a Lei.

Da anni portiamo avanti una battaglia per il riconoscimento, su basi Costituzionali, dei diritti delle vittime italiane.

Mi rivolgo a Lei, signor Presidente, proprio in quanto garante della Costituzione Italiana, oltre che Presidente di questa Repubblica, il cui Parlamento, il 27-11-2017, attraverso un’interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, informava le Istituzioni competenti, di gravi e peculiari problematiche a danno di cittadini italiani, nella particolare specie minori abusati da membri del clero cattolico.

Il 19 febbraio 2018, per conto della Rete L’ABUSO, l’avvocato Mario Caligiuri, con una Diffida ad adempiere, diffidava: la Presidenza della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Centro Regionale di informazione delle Nazioni Unite, la Presidenza della 12° Commissione affari sociali.

Il 18 ottobre 2018, sempre per conto della rete l’ABUSO, l’avvocato Mario Caligiuri denunciava, all’attenzione del Procuratore capo della Procura della Repubblica di Savona, il Governo, con l’accusa di essere inadempiente: le Istituzioni italiane non hanno mai dato doverosa risposta alle precedenti istanze dell’associazione. Inoltre, a diverse notizie di reato, si aggiungevano fondate motivazioni su un favoreggiamento, da parte dello Stato italiano, in favore del clero e in danno ai propri cittadini. In tempi rapidissimi (26-10-2018) il fascicolo, sottoscritto tra le altre cose dai membri fondatori dell’associazione internazionale ECA Global, veniva archiviato. La stessa Procura della Repubblica non si è fatta onere di trasferire per competenza almeno le notizie di reato procedibili d’ufficio, malgrado queste fossero anche sottoscritte dalle parti.

Il 7 febbraio 2019, anche l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite di Ginevra, si pronunciava sul problema italiano dei preti pedofili, individuando nell’Autorità Giudiziaria e anche nelle Istituzioni, gravi inadempienze e chiedeva immediati interventi.

Signor Presidente, mi chiedo se anche la condizione dei minori attesti il grado di civiltà di un Paese, non potendo non notare che la Sua ultima pronuncia in materia risale al 2016 e, in questo caso, mi domando come sia possibile che un Paese come il nostro, pieno di diritti per tutti, ma che non garantisce neppure a coloro che, in quanto fanciulli, sono i cittadini più deboli, che grado di civiltà possa avere.

Fanciulle e fanciulli che un domani saranno la forza di questo paese, ma che vedo privi di reali garanzie, a loro danno e in favore di uno Stato estero.

Signor Presidente, mi chiedo ancora se il nostro è davvero un Paese civile, o se lo è solo sulla carta.

Con ossequio.

Francesco Zanardi

Presidente Rete L’ABUSO

Nasce ECA, l’associazione internazionale di cui è partner anche la Rete L’ABUSO

Dal 4 all’8 di giugno si sono riuniti in un meeting a Bernex (Francia) i rappresentanti delle associazioni di tutto il mondo tra cui anche il Presidente della Rete L’ABUSO Francesco Zanardi. Il meeting aveva l’obbiettivo di creare un’associazione globale che connettesse tra loro le diverse realtà associative nazionali per permettere una una maggiore incisività nel contraso alla pedofilia clericale.

Poche ore fa, in una conferenza stampa che si è tenuta a Ginevra i rappresentanti di 15 paesi in 4 continenti hanno annunciato la nascita di ECA Ending Clerical Abuse, un’istituzione a livello mondiale che pochi giorni fa, il 5 giugno si è presentata e accreditata anche alle Nazioni Unite.

Tra i fondatori e i partner di ECA troviamo Adalberto Méndez López e Alberto Athie – Mexico, Alexandre Hezez, Françoise Devaux, Aymeri Suarez-Pazos, Jacques Nuoffer, Nadia Debbache – France, Anne Barret Doyle,,George Mead, Peter Isely, Timothy Law- USA, Benjamin Kitobo – Congo, Catalina Venegas, Jaime Concha, José Andrés Murillo, Juan Carlos Claret Pool – Cile, Denise Buchanan – Jamaica, Evelyn Korkmaz – Canada, Francesco Zanardi – Italia, Jean-Marie Fürbringer – Switzerland, Lieve Halsberghe – Belgium, Marek Lisinki, Michal Czykmicha – Polonia, Matthias Katsch – Germani, Miguel Hutado – Spagna, Nadia Debbache – Francia, Peter Saunders – Inghilterra, Sara Oviedo – Equador.

Gli attivisti si sono presentati al mondo con questo video.

 

#ChurchToo – lo spot della campagna di sensibilizzazione al contrasto alla pedofilia clericale promossa della Rete L’ABUSO

Due bambine e due bambini, sono i protagonisti della campagna di sensibilizzazione chiamata #ChurchToo promossa dalla Rete L’ABUSO, l’Associazione italiana che raccoglie i sopravvissuti agli abusi sessuali del clero.

Uno spot di 55” con un messaggio rivolto direttamente al Pontefice nel quale i bambini ripercorrono quella che definiremo la giostra della pedofilia clericale fatta di trasferimenti, omissioni, omertà che finiscono per tradursi col favorire la reiterazione del crimine.

L’invito al buonsenso è rivolto a papa Francesco al quale i quattro bambini chiedono nulla di più, che rendere obbligatoria per i vescovi, la denuncia all’autorità giudiziaria.

Nella seconda parte anche un messaggio del Presidente dell’Associazione, Francesco Zanardi che invita alla cautela.

Una campagna di sensibilizzazione che si è resa necessaria di fronte ai risultati della campagna di “tolleranza zero” avviata da papa Francesco, tanto acclamata ma che in cinque anni non ha portato ancora nulla di efficace e concreto nella prevenzione e nella tutela dei minori affidati alle cure del clero.

L’Ufficio di Presidenza