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Giovanni Paolo II avrebbe insabbiato abusi sessuali su minori di preti e diaconi

Papa Francesco sapeva e ha comunque canonizzato Karol Wojtyla nel 2014? Il Vaticano annuncia indagine generale.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
10 Dicembre 2022
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Francesca Di Feo – L’inchiesta condotta da Ekke Overbeek, giornalista danese – naturalizzato polacco – ha rivelato evidenze secondo le quali Papa Giovanni Paolo II sarebbe stato coinvolto nell’insabbiamento di diversi casi di abusi sessuali a sfondo pedofilo da parte di preti e diaconi.

Ai tempi Karol Wojtyla, non ancora Papa, era arcivescovo dell’arcidiocesi di Cracovia: si parla quindi degli anni 60’/70‘, ben prima dello scandalo scoppiato successivamente nel 1985.

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L’indagine di Ekke Overbeek sui tempi in cui Giovanni Paolo II era Arcivescovo di Cracovia

Ekke Overbeek ha trascorso gli ultimi due anni a scartabellare archivi ecclesiastici in Polonia, dove risiede oggi, trovando diversi casi in cui il futuro Papa dichiarava di essere a conoscenza degli abusi perpetrati da preti e diaconi – e di averli aiutati, per vie traverse, a rimanere impuniti, trasferendoli in altre parrocchie.

“Posso fornire tutte le prove necessarie: su quei documenti c’è scritto chiaro e tondo. Alcuni preti hanno davvero abusato di bambini e adolescenti che frequentavano l’Arcidiocesi di Cracovia. Giovanni Paolo II ne era ben consapevole, e invece di punire i colpevoli, li ha semplicemente trasferiti altrove – dove probabilmente ci sono state altre vittime” – ha dichiarato Overbeek al quotidiano di informazione polacco Nieuwsuur.

Il giornalista spiega di non aver condotto nessuna indagine illegale: tutti i documenti sono di dominio pubblico, messi a disposizione dai servizi segreti in tempi recenti. Tutti risalenti al periodo in cui Wojtyla prestava servizio a Cracovia.

Le prove sono tutte raccolte nel libro di Overbeek – Maxima Culpa – che verrà pubblicato il prossimo anno in Polonia.

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“Ho fatto appena in tempo a trovare i rapporti su cui ho basato la mia ricerca: quasi tutti i documenti cronologici sull’Arcivescovato di Wojtyla sono stati distrutti. Per fortuna sono riuscito a ricostruire il puzzle attraverso tutti i rapporti su cui è anche semplicemente menzionato. E il risultato è un deludente caso di insabbiamento ecclesiastico”.

Da santo a figura controversa

Una grande delusione per cattolici e laici: Karol Jozef Wojtyla è una delle figure ecclesiastiche più amate dei tempi recenti. Nato in Wadovice, Polonia, nel 1920, Papa Giovanni Paolo II è stato un pilastro della Chiesa, tanto da essere santificato post-mortem nel 2014.

L’opinione pubblica ha sempre considerato Wojtyla come un difensore dei deboli: la versione ufficiale è infatti che il Papa fosse venuto a conoscenza dei casi di pedofilia nella Chiesa solo nel 1985, schierandosi ferocemente contro l’insabbiamento.

Tuttavia, l’inchiesta di Overbeek smentisce questa supposizione: Giovanni Paolo II sapeva decenni prima. Il primo caso portato alla sua attenzione fu quello di Monsignor Surgent, un prete accusato di abusi sessuali verso minori già nei primi anni 60’.

“Surgent venne effettivamente arrestato in quell’occasione. Il compagno di cella ha raccontato di come il Monsignore avrebbe chiesto e ottenuto il perdono e la riqualificazione al Papa, promettendo di non macchiarsi mai più di un crimine simile. Senza mantenere la promessa” spiega Overbeek.

Un altro prete pedofilo avrebbe spiegato nei dettagli le sue colpe a Wojtyla, ricevendo, ancora una volta, assoluzione e riqualificazione.

Difficile mettere in discussione che i documenti citati siano autentici: sono stati analizzati accuratamente anche dal professor Stanislaw Obirek dell’Università di Varsavia, e confermati da uno degli stessi autori.

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Oltre al danno, la beffa: si specula infatti che l’attuale Papa Francesco fosse a conoscenza della vicenda, e che avesse deciso comunque di procedere con la canonizzazione di Karol Wojtyla nel 2014.

“Stiamo solo aspettando la reazione della chiesa, adesso. I fatti non possono essere cancellati” ha dichiarato Obirek. “Se finora la Chiesa si è difesa dalle accuse di insabbiare i casi di pedofilia per semplice ignoranza sulla questione, oggi non può più farlo”.

Ad oggi, si attende ancora una risposta dagli ufficiali cattolici sulla questione, anche se – indirettamente – la reazione sembra esserci stata: il Vaticano ha annunciato un’indagine generale sul periodo preciso in cui Giovanni Paolo II avrebbe prestato servizio come Vescovo a Cracovia.

PAPA GIOVANNI PAOLO II E LE PERSONE LGBTQIA+

Giova ricordare cosa pensava e predicava Karol Wojtyla a proposito dell’omosessualità. Per non dimenticare che, dallo scranno di Pietro, la Chiesa di Roma per secoli ha represso, perseguitato – e continua a farlo grazie al suo potere di ricatto sulla politica – le persone LGBTQIA+.

“Ciò che non è moralmente ammissibile è l’approvazione giuridica della pratica omosessuale. Essere comprensivi verso chi pecca, verso chi non è in grado di liberarsi da questa tendenza, non equivale, infatti, a sminuire le esigenze della norma morale. Cristo ha perdonato la donna adultera salvandola dalla lapidazione, ma le ha detto al tempo stesso: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”.
(Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, 1995)

GIOVANNI PAOLO II DEFINI’ IL WORLD PRIDE DI ROMA DEL 2000 UN’OFFESA AI VALORI CRISTIANI

“Vorrei limitarmi a leggere quanto dice il catechismo della Chiesa cattolica, il quale, dopo aver rilevato che gli atti di omosessualità  sono contrari alla legge naturale, così si esprime: ‘un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omosessuali, profondamente radicate. Questa inclinazione oggettivamente disordinata costituisce per la maggior parte di loro, una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà  ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà  di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà  che possono incontrare in conseguenza della loro condizione‘”

(Giovanni Paolo II – Angelus del 9 Luglio 2000 – Fonte: archivio di Repubblica.it)

https://www.gay.it/giovanni-paolo-ii-insabbiamento-casi-abusi-sui-minori

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