Le comunità di recupero sono state realizzate dalla chiesa per supportare il loro recupero e il reinserimento nella società. A differenza delle loro vittime, in Italia i sacerdoti godono di una fitta rete di strutture dette per “sacerdoti in difficoltà”, dove il clero colloca – spesso agli arresti domiciliari se non a regime detentivo – quelli pedofili, con l’impegno di curarli, cioè guarirli da una grave devianza della personalità che non è per via del disturbo guaribile, al massimo monitorabile. Tuttavia permettendo loro di evitare con il pretesto il carcere.