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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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Grazie Francesco

(un piccolo omaggio sincero da parte di una vittima)

Redazione WebNews by Redazione WebNews
7 Dicembre 2023
in Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 8 mins read
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Buongiorno a tutte e tutti e buongiorno a te Francesco. Ho appena letto l’articolo sul “triplicamento” dei canali internet della Rete, e ci tengo veramente a farti i miei complimenti e soprattutto a ringraziarti.

Sei un piccolo GRANDE uomo Francesco, e ti voglio sinceramente un gran bene !

E pensare che qui in Francia e in Italia mi fanno pure i complimenti, perché hai dichiarato ultimamente (e indebitamente) alla stampa, che sono uno dei “fondatori” della Rete, quando sono invece solo una vittima, umile ma sfegatato sostenitore, che ti chiese il tuo aiuto e aderì a Rete L’Abuso solo nel 2015, quando mi hai dato una mano e fatto un gran bene coi tuoi consigli e le tue lettere.
E ne avevo veramente bisogno, visto che, solo da qualche mese, avevo subito il doloroso “gran risveglio” della mia amnesia traumatica, e ci son stato talmente male che ho rischiato seriamente l’ospedalizzazione psichiatrica, talmente la scoperta dei dettagli “segreti e segregati” della mia infanzia mi fece vacillare.

E la Rete sei tu Francesco, tutto poggia sulle tue sole spalle.

Si, ho aiutato per il logo (è il mio mestiere) e scrivo molto e intervengo per la causa comune come un dannato senza pace, come e quando posso, soprattutto qui in Francia dove vivo da più di 20 anni. Vado anche volentieri con le altre vittime in piazza San Pietro a Roma, o sulle gradinate del Sacro Cuore a Parigi, con striscioni e una valigia di urla per gridare la mia rabbia. Rabbia intatta malgrado più di 8 anni di psicoterapie che non mi hanno certo guarito, perché per me è troppo tardi per “guarire”, ma che mi hanno almeno aiutato a rompere il silenzio e a sopportarmi da “sopravvissuto” (come noi vittime amiamo definirci).

Per fortuna per i “sopravvissuti” non è più esattamente cosi oggi. Per quei minori che grazie anche all’aiuto dei tanti avvocati volontari della Rete (come Mario Caligiuri) e grazie a quella cultura della verità che hai grandemente influito a far emergere in Italia, riescono finalmente a parlare e soprattutto ad essere ascoltati dagli adulti. E questo, in queste tristi circostanze cambia tutto, se non altro perché il sostegno psicologico immediato, il sentimento di sentirsi finalmente ascoltati e soprattutto la giustizia, evitano che la violenza dello stupro e del diniego finiscano per compromettere per sempre la fragile coscienza di un minore in divenire.

Quindi si, hai fatto e fai molto per le vittime e la giustizia Francesco. Ma la giustizia esiste in Italia? Purtroppo siamo l’unico paese al mondo tra quelli detti “civili” a negarla, e a non aver creato (come ad esempio qui in Francia), una commissione indipendente d’inchiesta per far luce sui crimini pedofili che i ministri della Chiesa Cattolica Italiana perpetrano da decenni, coperti da una cultura del silenzio e dell’insabbiatura che non solo la rendono responsabile di quanto è accaduto, ma tristemente complice. E purtroppo molto più di qualsiasi altra istituzione a contatto con i bimbi, se non altro perché le leggi del Concordato mussoliniano tra Stato e Chiesa del 1929, tuttora in vigore, le permettono facilmente di eludere le inchieste e gli accertamenti degli inquirenti di giustizia italiani.

Come se il Concordato non bastasse poi, si fa ancor peggio in Italia. Perché il governo italiano, e solamente per “aiutare” la Chiesa, autorizza l’imputato ad indagare su se stesso. Ed è cosi che è stata creata una commissione fantoccio tutt’altro che indipendente, presieduta dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) mons. Matteo Zuppi, alla quale è stato affidato il compito di indagare su quei crimini e quei criminali che per decenni, di fatto, la Chiesa ha coperto e continua a coprire. E chiamano questa “giustizia”? Solo in Italia è possibile un paradosso del genere.

Qui in Francia, paese realmente laico non solo sulla carta costituzionale, il popolo in furia sarebbe sceso nelle piazze e avrebbe chiesto ai politici di rendere i conti. E in Italia? Il potere della Chiesa è talmente forte, diffuso e capillare, che quasi tutta la stampa e la classe politica si genuflette di fronte al Papa, e nega ai propri cittadini il più elementare diritto all’informazione e alla giustizia. Diritto negato da quei politici che osano poi qualificare l’Italia come une stato democratico e di diritto!

È una vergogna tutta italiana che conferma ancora una volta lo sfacelo della nostra società e la perdita di qualsiasi riferimento morale e culturale. E non è una questione di destra o di sinistra, di atei o di credenti, ma di civiltà! Solo di civiltà.

Tutte le vittime come me qui in Italia hanno rotto il silenzio solo grazie a te Francesco. Piccolo grande uomo che dedica tutto il suo tempo e tutta la sua vita a questa nobile causa, non certo per vendetta, non certo per anticlericalismo becero, perché la Chiesa Cattolica esiste da duemila anni e esisterà sempre, ma perché umanamente saresti incapace più di qualsiasi altro uomo di continuare a esistere mentre altri bimbi continuano a farsi stuprare dai ministri della Chiesa Cattolica. Esistere mentre altre giovani coscienze appena sbocciate si fanno spezzare in volo e per la vita intera, solo per aver innocentemente frequentato una istituzione, quella cattolica; creata in nome della “giustizia universale”, ma che di fatto, difende invece i criminali pedofili che si sono annidati in massa nel suo seno, visto che non denunciandoli la Chiesa li protegge, fino a trasformarsi nel corso dei decenni in un paradossale “paradiso universale” per pedofili.

È insopportabile pensare che questo accada ancora oggi e nell’indifferenza. Insopportabile per le vittime, insopportabile per chi come te Francesco, è riuscito come Golia a far vacillare il gigante della menzogna, menzogna che non è certo stata sconfitta, è solo stata scalfita perché in parte resa pubblica. Ma finalmente e giustamente la Chiesa si fa criticare dalla società civile e da tutti quei fedeli scandalizzati da quanto scoprono, e scandalizzati dall’attuale inazione che ne segue. Perché malgrado tutte le parole di scusa e i buoni propositi del Papa, i fatti non seguono.

Il primo “report” italiano della CEI ci racconta solo l’ennesima campagna di informazione per distrarre e far tacere il popolo. Non si tratta di una vera e oggettiva inchiesta indipendente, ne di veri provvedimenti cautelativi o disciplinari, e le vittime sono tuttora inascoltate e non hanno ricevuto nessun indennizzo, almeno per le loro cure psichiatriche. Penso ad esempio alle vittime degli ignobili pedofili dell’istituto religioso per sordomuti Provolo di Verona, che malgrado le evidenze raccapriccianti che sono emerse nei tribunali e lo scalpore suscitato dal caso, ancora aspettano giustizia.

La mortifera cultura clericale che si è impossessata della Chiesa da decenni ha reso tutti complici. Perché i vescovi e i cardinali che non sono direttamente colpevoli di crimini pedofili, sono comunque colpevoli di omessa denuncia di crimini altrui, e i rari non coinvolti si potrebbero purtroppo contare sulle dita di una sola mano. E anche se il Papa fosse pieno di buona volontà, si fa di tutto alle sue spalle per rallentare il processo, perché hanno paura, paura di perdere il loro potere, i loro privilegi e paura della giustizia, quella civile e non quella divina. Quella che non ci stancheremo mai di esigere, noi della Rete, aiutati anche da quei tanti cattolici di buona volontà.

Si, perche molti credono che la Rete sia una associazione anticlericale, e del resto alcuni fanatici ci trattano pure da “satanisti”, credendo in questo modo di difendere la loro chiesa (che invece contribuiscono a demolire), ma non è vero affatto!

Attorno e all’interno di Rete l’Abuso ruotano anche preti (quelli veri) e persone profondamente credenti e cattoliche che lottano anche per salvare la Chiesa e scacciare dal suo interno i criminali. Come Cristina Balestrini, madre di una vittima e profondamente cattolica, che fin dall’inizio si è sentita personalmente implicata e ha ricoperto e ricopre tuttora ruoli fondamentali e importanti nella nostra associazione.

E poi ci sono quelli come me, vittime che purtroppo hanno perso la fede a 9 anni a causa di uno stupro subito proprio in un confessionale (e non ci biasimate) ma anche vittime credenti. Perché credenti o non credenti, di destra o di sinistra, come vi ho già detto, si tratta di una questione di civiltà. E perché il silenzio e la menzogna uccidono, non solo la civiltà, non solo noi vittime, ma anche i nostri figli.

Mio malgrado e solo perché vivo in Francia, sono diventato da un paio di settimane un caso unico. L’unica vittima italiana di un crimine pedofilo clericale prescritto dalla legge, ascoltata e risarcita (seppur simbolicamente) da una Conferenza Episcopale, ma non quella italiana, la CEI, ma quella francese, la CEF. Anche perché in seguito a l’ennesimo rifiuto per “extraterritorialità”, ho minacciato di incatenarmi sul cancello dell’Arcidiocesi di Lione di fronte alla stampa nazionale e internazionale, di scrivere una lettera alla Corte di Giustizia Europea dei Diritti Umani, e non ultimo, di scriverne una anche Macron (e qui in Francia è possibile farlo) per chiedere al mio Presidente di far pressione sulla Chiesa Cattolica per proteggere uno dei sui cittadini. Se fossi stato solo un “povero cristo italiano” e come è successo in passato, nessuno mi avrebbe mai ascoltato ne risposto. Ebbi solo una “paterna benedizione”. Qui in Italia le mie minacce non sarebbero servite a nulla.

Spero solo che il mio caso “unico” possa creare un precedente giuridico a favore di tutte quelle vittime italiane che attendono che qualcuno si occupi di loro.

Quindi come concludere: viva la Francia, viva l’Italia (con qualche riserva), e viva Francesco Zanardi e Rete L’Abuso, prima e unica associazione italiana che difende le vittime di pedofili clericali e mette il dito sulla piaga di questa vergognosa tradizione tutta italiana, di cui personalmente sono poco fiero.

Piero BROGI
(una delle tante vittime che ha deciso almeno di non restare anonima e ne di chiudere la bocca. E visto quello che ci ho messo a 9 anni, oggi posso metterci pure la faccia, e senza vergogna. Non sono certo io a dovermi vergognare)
https://www.facebook.com/groups/retelabuso/permalink/7094139183977622/?mibextid=oMANbw
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