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Legionari di Cristo: Luis Garza, ex vicario di Padre Maciel, accusato di molestie

Redazione WebNews by Redazione WebNews
9 Novembre 2016
in Cronaca e News
Reading Time: 7 mins read
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MEXICO CITY – Un ex alto responsabile dei Legionari di Cristo, nei primi anni ’90, abusò a lungo di un adolescente: la scoperta, a seguito di una querela presentata questa settimana. Nella denuncia, in cui si chiede un risarcimento danni non specificato, si accusa un prete che servì Marcial Maciel Degollado, fondatore della congregazione clericale.

Il sacerdote in questione è il reverendo Luis Garza, che per quasi due decenni è stato figura di secondo rango dei Legionari di Cristo a Roma e attualmente nelle Filippine come direttore regionale della congregazione. Nella denuncia, un adulto identificato come “John Doe 1“, sostiene che Padre Garza, insieme ad altri due sacerdoti tra cui Degollado, abusarono del giovane nel centro che gestivano a Città del Messico, all’inizio del 1990.

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Un portavoce dei Legionari ha riferito che “Garza nega qualsiasi tipo di accusa e coinvolgimento in questo o altri abusi e ci tiene a far sapere che collaborerà pienamente riguardo alla questione”, ha detto il portavoce Jim Fiera.

Il ragazzo, il cui nome non è stato reso pubblico, ha raccontato di essere stato abusato da Garza, da Maciel e da un terzo prete, in un collegio dei Legionari di Città del Messico. Gli abusi sarebbero avvenuti a partire dal 1990 0 1991, quando la vittima all’epoca aveva 13 o 14 anni.

Secondo le dichiarazioni del suo avvocato, Michael Rech, nel corso di due anni il ragazzo è stato abusato diverse volte da ciascun sacerdote; la vittima, a causa di ciò avrebbe abbandonato la scuola, attraversato il confine Usa -Messico e infine terminato il liceo nel Stati Uniti. Alcune testimonianze affermano che la vittima è cresciuta in California, insieme alla religiosissima famiglia, che aveva una certa venerazione per i preti.

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Garza, 58enne nativo del Messico, nel novembre 1992 da Maciel è stato nominato vicario generale, posizione che ha mantenuto fino al 2011. La congregazione, fondata da Maciel decenni fa in Messico, è stata chiusa dal Vaticano nel 2010 dopo un’indagine in cui emerse che Maciel, morto nel 2008, avrebbe molestato numerosi ragazzi e sarebbe padre di almeno tre figli nati fuori dal matrimonio.

L’attuale vittima ha spiegato di aver più volte riferito gli abusi a due big dell’Arcidiocesi di Los Angeles,il cardinale Roger Mahony e l’arcivescovo Jose Gomez, ma un portavoce dell’Arcidiocesi ha affermato di non ricordare se Mahony abbia parlato con qualcuno rispetto gli abusi commessi da Garza, e non ci sono prove che indichino appuntamenti o telefonate da parte della vittima all’arcivescovo.

Nella denuncia viene spiegato, inoltre, che nel 2014 il ragazzo aveva già fatto un tentativo di segnalazione ai Legionari di Cristo, tentativo che si rivelò inutile poiché nonostante la congregazione avesse mandato a casa sua un rappresentante per capire cosa fosse accaduto, la vicenda fu presto messa a tacere.

Garza crebbe in una delle famiglie più ricche dell’America Latina, con tre fratelli e quattro sorelle. Le radici della famiglia sono a Monterry, la capitale industriale del Messico. Maciel, invece, è conosciuto dai propri sostenitori come “Nuestro Padre” (Nostro Padre), e ha corteggiato a lungo la famiglia Garza nel 1970, affinché diventasse uno dei maggiori donatori.

Le accuse di a e tossicodipendenza fatte a Maciel, arrivarono nel 1997 a seguito di un’indagine condotta da Jason Berry, giornalista del Daily Beast e scrittore di numerosi libri sugli abusi dei preti (tra cui Lead Us Not Into Temptation: Catholic Priests and the Sexual Abuse of Children e Render Unto Rome: The Secret Life of Money in the Catholic Church) e Gerald Renner. Maciel negò prontamente le accuse, senza però concedere alcun colloquio, e il Vaticano rifiutò qualsiasi commento.

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All’epoca, secondo Cristopher Kunze, ex prete che ora vive nel Wisconsin, “Luis Garza viaggiò in gran parte delle case legionarie (in circa 20 paesi) obbligando ogni membro ad osservare il silenzio assoluto, pena il peccato mortale, riguardo qualsiasi informazione trapelata sulle “false accuse contro il fondatore”. “Garza fece firmare un documento in cui si affermava che nessuno di noi avrebbe intrapreso azioni legali contro i Legionari di Cristo. Al tempo, non conoscevamo l’oggetto delle accuse contro Maciel. Tutto il materiale che arrivava era altamente censurato”.

Kunze, Garza e tutti i Legionari avevano assunto i voti privati di non parlare mai male di Maciel o superiori, e di segnalare ai superiori, qualsiasi critica al fondatore. Kunze scoprì l’articolo solo nel 1997, molti mesi dopo, mentre lavorava in Vaticano. Ha lasciato il sacerdozio nel 2000, è tornato negli Usa, è sposato e ha dei figli.

Sebbene non si sappia cosa Garza sapesse delle vittime, ebbe un ruolo in primo piano nel 1998, quando portò avanti una campagna per attaccare gli accusatori. Nel 1998, otto vittime di Maciel (un prete spagnolo e sette adolescenti messicani) depositarono un caso giudiziario di diritto canonico presso il Vaticano, chiedendo aRaztinger di scomunicare Maciel.

Anche Giovanni Paolo II, sebbene fosse arbitro supremo del diritto canonico, rimase passivo alle accuse di violenze nei confronti di Maciel, evitando il tentativo di confrontarsi con le accuse di abusi al clero.

Il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato, era una figura molto vicina a Maciel, e ricevette addirittura donazioni da parte della congregazione; Sodano fece molta pressione affinché Ratzinger chiudesse il caso ma alla fine del 2004, quando un ormai malato Giovanni Paolo II, con pochi mesi di vita, celebrò nuovamente la figura di Maciel ad una cerimonia del Vaticano, Ratzinger decise di rompere il silenzio e ordinò un’indagine, rendendosi conto del fatto che chiunque sarebbe stato il prossimo Papa, non avrebbe dovuto permettere l’insabbiamento della vicenda.

Appena Ratzinger diventò Benedetto XVI, nel 2005, l’avvocato canonico delegato ad indagare su Maciel fu il monsignor Charles Scicluna, il quale consegnò al Papa un rapporto che segnò per sempre la vita di Maciel.

Nel 2006, il Vaticano approvò la decisione di bandire Maciel da Roma, per dedicarsi a “una vita riservata, fatta di preghiere e penitenza”. Scicluna aveva raccolto le testimonianze di decine di seminaristi in Europa, Usa e Messico, tutte di uomini che raccontarono di essere stati abusati da Maciel, spesso grazie ad una dose di Dolantin, una specie di morfina. La congregazione proclamò la propria fedeltà al Papa e, con grande ironia, paragonò la vita di Maciel a quella di Cristo, per aver accettato la propria punizione con la “serenità nella coscienza”.

Maciel tornò prima nella sua città natale, Cotija, in Messico, dove si riunì con una ex amante, Norma Ilda Banos, e Normita, la figlia, nata nel 1983, tre anni dopo che la coppia si era incontrata ad Acapulco. Poco dopo, Maciel si traferì con le due a Madrid, supportato dai soldi dei Legionari. Tale sostegno è oggetto di un’altra causa contro la congregazione, in Connecticut.

Nell’ultima settimana di gennaio 2008, la figlia 21enne di Maciel, insieme alla madre, viaggiarono da Madrid a Miami, per andare a trovarlo sul letto di morte. Le due, però, non presenziarono al funerale, che si tenne in Messico. Lo stesso fecero tre figli e la madre, che scelsero di non andare al rito funebre. Maciel fu sepolto in una cripta di famiglia a Cotija de la Paz, ben lontano dalla tomba precedentemente assegnatagli nella basilica di Nostra Signora di Guadalupe, a Roma, che aveva costruito nel 1950.

Nel 2010, Jose Raul Rivas Gutiérrez, ora 33enne, ha rilasciato un’intervista radiofonica a Città del Messico, identificandosi come figlio biologico di Maciel. Lui e suo fratello maggiore, Omar, accusano Maciel di aver abusato di loro se**ualmente. La madre, Blanca Lara Gutiérrez, ha rilasciato interviste in Messico dove attesta la sua lunga relazione con Maciel, che ha dato loro un sostegno finanziario.

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Nel 2008, a causa delle condizioni di salute di Maciel, Norma e Normita si trovavano in un appartamento di proprietà dei Legionari a Jacksonville, Florida. Garza testimoniò che l’abitazione era stata effettivamente acquistata dalla congregazione per Maciel, affinché avesse un luogo dove trascorrere “una vita di penitenza”.

Garza divenne sospettoso nei confronti di Norma e Normita, che passavano le giornate a bordo piscina insieme a Maciel, che doveva invece essere in “ritiro di penitenza”. Tutti sapevano chi fossero le donne, tranne, appunto Padre Garza, che decise così di cercare il certificato di nascita di Normita. Il Vaticano venne a conoscenza della figlia di Maciel nel 2004, dal cardinale Franc Rodè, che decise però di non confrontarsi con il fondatore della congregazione, perché “non era il suo confessore”.

Nel gennaio 2008, mentre Maciel era ormai morente nella sua casa di Jacksonville, Norma, Normita e diversi sacerdoti erano riuniti al suo capezzale. Secondo un articolo del quotidiano “El Mundo”, quando Corcuera provò a dare l’estrema unzione all’uomo, Maciel disse “Ho detto di no!”; Maciel non crede nel perdono di Dio”, scrisse in seguito il giornale.

Il comunicato stampa dei Legionari di Cristo sulla morte del prete, annunciò che Maciel era volato in paradiso. Il Vaticano, invece, annunciò di voler indagare la congregazione. Il compito venne così affidato al cardinale Velasio De Paolis, avvocato canonico del Vaticano, che curò una riscrittura dello Statuto dell’Ordine, sbarazzandosi del “voto privato”, ma ignorando la psicodinamica corrosiva dell’ordine.

Maciel fondò l’ordine nel 1941, in Messico, e istituì un campus a Roma, nel 1950. L’uomo era il più grande raccoglitore di fondi della Chiesa moderna: non a caso corteggiava i cattolici più benestanti, mantenendo però la propria vita se**uale più che attiva, abusando di giovani ragazzi.

Maciel è stato celebrato da papa Giovanni II per aver ispirato giovani uomini come Garza a diventare sacerdoti. Nonostante l’ordine dei Legionari sia relativamente piccolo (conta infatti 2.400 sacerdoti, a confronto dei gesuiti che sono invece 11.900) il Wall Street Journal ha riportato che nel 2004, aveva un bilancio operativo di 650 milioni di dollari.

Il sito internet di Legionari di Cristo mostra Maciel in compagnia di Giovanni Paolo II, che nel 1994 lo definì “una guida efficace per i giovani”. Affermazioni che cambiarono nel 2004, quando Papa Benedetto lo costrinse ad una “una vita riservata di preghiera e di penitenza” dopo un’indagine vaticana sulle accuse di a.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/legionari-di-cristo-luis-garza-ex-vicario-di-padre-maciel-accusato-di-molestie-2582656/

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