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Pedofilia nell’istituto “Cardenal Newman”: l’Irlanda investigherà casi nell’ antico collegio di Macri

Redazione WebNews by Redazione WebNews
29 Giugno 2017
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Reading Time: 5 mins read
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Questa settimana la polizia irlandese ha comunicato con Rufino Varela, un ex alunno del collegio Cardenal Newman appartenente all’ordine religioso Christian Brothers, oriunda di quel paese. Il motivo della comunicazione per posta elettronica, a carico dell’Ufficio dei Servizi di Protezione della Guardia Civica (GNPSB, la sua sigla in inglese), è in relazione all’indagine sugli abusi sessuali accaduti nell’istituzione radicata in Argentina e in altri paesi del mondo.

Varela è stato il primo a denunciare pubblicamente che negli anni 70 era stato abusato da colui che era il cappellano del prestigioso collegio, padre Finnlugh Mac Conastair, conosciuto come padre Alfredo. Oggi l’uomo di 52 anni e padre di due figli, assicura che ci sono perlomeno altri 22 casi, di ex alunni del collegio che sono stati vittime di abusi in quegli anni.

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La polizia irlandese vuole investigare la responsabilità dell’ordine religioso, tanto negli abusi quanto nella copertura da parte della scuola.

Confessioni e perdoni

Il coperchio della pentola è saltato nel dicembre del 2016, quando Rufino Varela si è azzardato a parlare pubblicamente di quanto sofferto nel Newman. Varela fu abusato fin da molto piccolo dal custode della sua casa. José, un muratore che si era guadagnato la fiducia dei suoi genitori e viveva con la famiglia, abusava di lui nei viaggi di pesca e accampamenti. Lo minacciava perché mantenesse il silenzio.

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Secondo quanto ha raccontato a La Nacion, un giorno la mamma di Rufino Varela entrò nella sua stanza e lo trovò con una carabina caricata puntata alla testa. In quel momento, nel quale casualmente la madre lo ha salvato, il giovane si è piegato e le ha raccontato degli abusi che soffriva da parte del custode. In quello stesso momento buttarono fuori dalla casa l’uomo e non si parlò più della cosa.

Tuttavia, sua madre non fu l’unica persona che seppe degli oltraggi che Rufino soffriva sotto il proprio tetto. Una volta, quando era nel settimo grado, decise di raccontarlo al cappellano della sua scuola. Si avvicinò al sacerdote per confessarsi e cercare sollievo. Tuttavia, lontano dall’incontrare ciò che cercava è incappato in un nuovo abuso. Padre Alfredo lo portò nella sua stanza dove confessava gli alunni, gli abbassò i pantaloni, gli coprì la testa con un cuscino, gli diede dieci frustate con qualcosa come una cintura di cuoio e gli toccò i genitali mentre gli domandava dettagli sessuali. Poi, gli offrì caramelle e gli disse che già era in pace con Dio e che quanto successo sarebbe stato il loro segreto. Correva l’anno 1977.

Anni dopo, quando già frequentava il terzo anno delle medie, Rufino Varela si animò a parlare nuovamente. Questa volta confidò i suoi patimenti ad un altro sacerdote, Desmond Finegan. Questi gli disse che doveva perdonare Mac Conastair perché era vecchio.

Prestigio

“La corona dovrebbe essere di spine”, affermò Varela su facebook ad Alberto Olivero, attuale direttore del collegio. Ha comunicato per questo mezzo quando ha saputo che secondo la tradizione, il collegio Cardenal Newman potrebbe coronare il leone del suo scudo a causa del trionfo di Mauricio Macri nelle elezioni presidenziali. Macri, così come Varela, è un ex alunno di una delle poche scuole che continua ad essere esclusivamente per maschi. Di fatto, altri membri del gabinetto del governo degli CEO, sono anch’essi passati dalle aule del Newman.

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Il collegio non ha mai effettuato l’incoronazione, ma la sola possibilità ha generato il primo incontro tra Olivero e Varela intorno alla denuncia per abuso. Secondo questo ultimo, l’istituzione si è mostrata preoccupata e gli ha offerto appoggio psicologico. Tuttavia, inicialmente la scuola si è negata a fare l’unica cosa che il denunciante chiedeva: una richiesta pubblica di scuse. L’acconsentimento a questa esigenza, venne dopo che Varela si decidesse a rendere pubblica la notizia e concedesse un’intervista raccontando tutti i dettagli della sua tragica storia al quotidiano La Nacion.

Lo scorso 10 di aprile, in una lettera pubblica, il fratello Hugo Cáceres, superiore regionale della congregazione dei Christian Brothers d’America Latina, chiese “scusa apertamente e senza riserve a tutti quegli ex alunni che in quegli anni, hanno potuto essere feriti come risultato del comportamento inadeguato ed ingiustificabile di questo sacerdote, il quale officiava da cappellano del collegio”. La lettera circolò dopo il rapporto pubblicato da La Nacion. L’istituzione dava per scontato che le vittime potessero essere molte di più di Varela.

Fratellanza nella copertura

Il padre Alfredo è morto nell’anno 1997 quando aveva 88 anni. È morto impunito perché tutte le aberrazioni che ha commesso sono state coperte. Le autorità irlandesi ora vogliono andare avanti nel chiarire le responsabilità per gli abusi ma anche per la copertura. “Mi hanno contattato per dirmi: ’Noi non possiamo fare niente perché lì hanno la loro Giustizia’, ma dobbiamo informare tutte le associazioni che proteggono i bambini che il fratello John Burke -è stato incaricato del collegio per 18 anni, quando si è coperto tutto- è qui in Irlanda”, ha dettagliato Varela nel colloquio con il giornalista Ernesto Tenembaum, per Radio Con Vos.

John Burke è un Christian Brother che è stato direttore del collegio nell’epoca nella quale Varela era alunno. Ora ha 74 anni e vive in Irlanda. Secondo Olivero, ha viaggiato per incaricarsi degli scandali di abuso che oggi assediano l’ordine nelle distinte parti del mondo.

Secondo le autorità del Newman, Burke ha confermato loro che sapeva del caso di Varela. Glielo aveva raccontato Finegan, il sacerdote al quale il giovane aveva raccontato l’abuso del padre Alfredo. Burke sarebbe uno dei principali responsabili della copertura del prete denunciato, che è stato trasferito in quegli anni, al vicariato di San Cayetano, in José León Suárez, provincia di Buenos Aires.

Varela ha raccontato all’agenzia di notizie Télam, che nel 2016 si è riunito in quattro opportunità con il direttore del Newman e una volta con il sacerdote John Burke. Tutte le volte ha reclamato lo stesso: una pubblica richiesta di perdono.

Senza frontiere

Nel 1802 la congregazione dei Christian Brothers ha aperto la sua prima scuola a Dublino. A partire da allora è arrivata ad inaugurare circa 200 collegi in diverse parti del mondo. Così come succede con altri ordini ed istituzioni religiose, la pedofilia ed i maltrattamenti da parte dei preti e suore trascendono le frontiere e si espandono alla pari degli stabilimenti che la chiesa monta da tutte le parti. In Argentina, questa “tradizione” di trasferire preti abusatori da un paese all’altro, evidente dopo le denunce delle vittime di abuso ecclesiastico nell’ istituto Antonio Provolo. In questo caso, gli abusatori andavano e venivano dall’Italia.

Nel caso della congregazione irlandese, i casi di pedofilia la portarono ad una crisi profonda: almeno 400 sacerdoti in Irlanda ed altri 280 in Australia sono stati condannati per abuso sessuale di minori in due dei maggiori casi conosciuti fino ad ora. Questo ha generato, oltre ad una ampia perdita di prestigio per l’istituzione, un problema finanziario grave per la quantità di indennizzi che i Christian Brothers hanno dovuto pagare.

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In Argentina, il collegio ubicato in san Isidro da anni è a carico di un laico. Tuttavia, la congregazione continua ad utilizzare i principi del collegio. Davanti ai problema finanziari dell’ordine religioso, nel giugno del 2012 il Newman ha realizzato una cena di beneficenza per raccogliere denaro e, tra le altre cose, nell’ottobre dell’anno passato Burke ha assistito alla cena annuale del cameratismo.

Tradotto per rete L’ABUSO da Roberta Pietra

http://www.laizquierdadiario.com/Pedofilia-en-el-Cardenal-Newman-Irlanda-investigara-casos-en-el-antiguo-colegio-de-Macri

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