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Pedofilia/ Associazioni irlandesi vittime deluse: Nessuna azione

Redazione WebNews by Redazione WebNews
11 Febbraio 2010
in Città del Vaticano
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Roma, 16 feb. (Apcom) – Sono deluse dall’esito dell’incontro tra i vescovi irlandesi e il Papa, le associazioni di vittime dei preti pedofili irlandesi. Alcune delle sigle più rappresentative – Irish Soca e Alliance Victim Support Group – si attendevano azioni più decise da parte di Benedetto XVI e una maggiore attenzione proprio a loro, le vittime degli abusi.

“Siamo delusi”, spiega al telefono dall’Irlanda Tom Hayes, segretario generale della Alliance Support Group. “Il documento del Vaticano non contiene alcuna nuova formulazione o soluzione che sarebbe coraggio alle persone che sono state abusate. Abbiamo tuttavia speranza che il cardinale Sean Brady, presidente della conferenza episcopale irlandese, sarà capace di dare coraggio alle vittime al suo ritorno”. Quanto alla lettera che il Papa invierà nelle prossime settimane ai cattolici irlandesi, Hayes spiega: “Sarà una lettera pastorale e quindi non verrà letta da molte delle vittime, che ormai non frequentano più le chiese”.

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Sullo stesso tono, anche se con altro accento, la Irish Soca (Irish Survivors of Child Abuse). “Accogliamo con favore il fatto che il Santo Padre abbia riconosciuto che la pedofilia nella Chiesa è un crimine odioso che va affrontato con risolutezza”, spiega John Kelly. “Siamo tuttavia estremamente delusi per il fatto che il Papa non ha mostrato forte leadership nei confronti della crisi e noi vittime siamo anche arrabbiati per il fatto che Sua Santità non è sembrato in grado di prendere la necessaria ferma azione contro coloro che nella gerarchia della Chiesa irlandese hanno protetto i pedofili e che hanno disonorato in modo flagrante l’insegnamento di Cristo. Crediamo che Sua Santità abbia il dovere morale di recuperare l’onore alla nazione irlandese e di riconquistare la Vera Chiesa dall’anti-Cristo che è stato tanti decenni qui in Irlanda. In questo Sua Santità ha chiaramente fallito con le vittime e col popolo irlandese. La decisione di Sua Santità di chiedere ai vescovi irlandesi di affrontare questa crisi mostra una mancanza di visione, soprattutto perché sono gli stessi vescovi irlandesi il problema”.

Pedofilia/ Papa incontra vescovi irlandesi: Cooperare con giudici
La line della ‘tolleranza zero’.Prossima lettera a fedeli Irlanda

Città del Vaticano, 16 feb. (Apcom) – Ancora parole nette, dure. La linea di ‘tolleranza zero’ adottata dal Papa sullo scandalo dei preti pedofili viene confermata anche all’incontro che Ratzinger ha convocato in Vaticano con i vescovi irlandesi dopo le denunce di due rapporti statali sui maltrattamenti negli istituti religiosi e sugli abusi sessuali coperti compiuti da preti irlandesi nei decenni passati e coperti da alcuni presuli. Reagiscono con delusione alcune delle associazioni di vittime. La Santa Sede, però, avverte che “l’attuale, dolorosa situazione non verrà risolta velocemente”. A marzo, tempo di Quaresima, intanto, è prevista la pubblicazione della lettera che Benedetto XVI indirizzerà direttamente ai cattolici irlandesi.

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Il Papa ha ascoltato per un giorno e mezzo, ieri e oggi, i vescovi irlandesi, li ha interrogati, si è intrattenuto con loro anche nelle pause. Ha pregato con loro. Alla fine, il Vaticano ha diffuso un comunicato che contiene una sostanziale novità. I vescovi irlandesi, vi si legge, “hanno evidenziato il proprio impegno a cooperare con le autorità giudiziarie in Irlanda, nel Nord e nel Sud, e con il National Board for Safeguarding Children della Chiesa cattolica in Irlanda per garantire che i criteri, le politiche e le procedure della Chiesa rappresentino la miglior pratica in questo settore”. Sinora non era così. L’istruzione dottrinale ‘Crimen sollecitationis’ (1962), rivista dalla congregazione per la Dottrina della fede presieduta da Ratzinger con la lettera ‘De delictis gravioribus’ (2001), non prevede l’obbligatorietà della denuncia di casi di pedofilia alle autorità statali. La materia viene lasciata alle competenze dei tribunali religiosi.

Pedofilia/ Papa incontra vescovi irlandesi: Cooperare con … –

Città del Vaticano, 16 feb. (Apcom) – Nel corso dell’incontro il Papa e i vescovi irlandesi “hanno esaminato il fallimento, per anni, delle autorità ecclesiastiche irlandesi nell’agire efficacemente riguardo casi che coinvolgono l’abuso sessuale di giovani perpetrato da alcuni sacerdoti e religiosi irlandesi”, rende noto il comunicato vaticano. Il Papa “ha osservato che l’abuso sessuale sui bambini e sui giovani non è soltanto un crimine odioso, ma è anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignità della persona umana creata a sua immagine”. A quanto emerge ufficialmente non è stato sciolto il nodo delle dimissioni pendenti (dei sei presuli accusati uno è già stato dimesso, altri tre hanno rassegnato le dimissioni, uno è andato in pensione e uno fa resistenza a lasciare la diocesi), ma la linea è più che chiara. Di fronte a posizioni divergenti e sfaccettate, inoltre, il Papa “ha sfidato i vescovi ad affrontare i problemi del passato con determinazione e decisione e la presente crisi con onestà e coraggio”, nonché ad esprimersi “con una voce sola”. Benedetto XVI ha poi chiesto “una migliore preparazione pastorale, accademica, spirituale e umana” sia per i seminaristi che per i preti.

Al di là delle misure concrete e dell’incontro con i vescovi irlandesi, comunque, il Papa è preoccupato. La sua analisi sociologica della pedofilia nella Chiesa viene spiegata con chiarezza nella nota vaticana: “Il Santo Padre ha anche fatto riferimento alla più generale crisi della fede che colpisce la Chiesa e l’ha collegata alla mancanza di rispetto per la persona umana e a quanto l’indebolimento della fede abbia contribuito in maniera determinante al fenomeno dell’abuso sessuale di minori”.

La reazione a caldo delle vittime di abusi irlandesi è di delusione. “Siamo delusi”, spiega al telefono dall’Irlanda Tom Hayes, segretario generale della Alliance Support Group. “Il documento del Vaticano non contiene alcuna nuova formulazione o soluzione che sarebbe coraggio alle persone che sono state abusate. Sullo stesso tono, anche se con altro accento, la Irish Soca (Irish Survivors of Child Abuse). La decisione di Sua Santità di chiedere ai vescovi irlandesi di affrontare questa crisi mostra una mancanza di visione, soprattutto perché sono gli stessi vescovi irlandesi il problema”, afferma John Kelly. “Sono sicuro che il Papa affronterà la questione del dolore delle vittime nella sua lettera”, afferma il cardinale Sean Brady, presidente dei vescovi irlandesi, in una conferenza stampa nella sede di ‘Radio vaticana’. “Il Vaticano ha confermato l’impegno a rafforzare i rapporti con noi”, risponde il porporato, che contesta chi suggerisce che la Chiesa irlandese è un “capro espiatorio”. E ai giornalisti che domandano il perché dell’assenza di misure concrete dall’incontro in Vaticano, risponde: “Sta a noi, come conferenza episcopale e come singoli pastori, prendere misure concrete”.

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L”Osservatore romano’, intanto, interviene su un analogo scandalo che sta scuotendo l’opinione pubblica tedesca ripubblicando un recente articolo dalla ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ nel quale, alla denuncia dei fatti avvenuti, si sottolinea che “non sono vere novità”. A partire dal caso del Canisius-Kolleg al Tiergarten, prestigioso liceo gestito dai gesuiti a Berlino, sono emerse, nelle ultime settimane, oltre cento casi di abusi sessuali su minori in Germania. “Nel 2002 la Conferenza episcopale tedesca ha diffuso delle direttive, in base alle quali tutte le diocesi hanno introdotto una procedura chiara”, scrive la ‘Faz’, autorevole quotidiano conservatore molto amato da Papa Ratzinger. “Sono stati nominati degli interlocutori per le vittime, istituiti gruppi di esperti, chiamati importanti specialisti tedeschi per le perizie”. In questo senso, “qualsiasi vescovo che oggi volesse ancora nascondere sotto il tappeto una qualunque cosa in questo campo dovrebbe avere perso completamente il senno”, ma i tedeschi dovrebbero “accettare la banalizzazione degli abusi sessuali sui bambini che è stata compiuta per lungo tempo come parte della colpa di tutti noi”.

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