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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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Il Vescovo chiede perdono per gli abusi sulla minorenne. “Fiducia nella giustizia”

Dopo aver ricevuto le denunce per pedofilia in autunno 2012, aver trasferito don Marino Genova nel novembre 2012 per "esigenze personali" non legate a "particolari eventi" oggi, dopo 14 mesi, il vescovo di Termoli, De Luca, chiede perdono per gli abusi pedofili del suo prete. Ora ci aiuti a scoprire tutta la verità. Siamo solo all'inizio

Redazione WebNews by Redazione WebNews
17 Gennaio 2014
in Abruzzo - Molise
Reading Time: 4 mins read
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In una lunga nota diffusa dalla Diocesi di Termoli-Larino il vescovo Gianfranco De Luca ribadisce con forza tutta la sua vicinanza alla giovane di Portocannone vittima di abusi sessuali da parte dell’ex parroco Marino Genova, spiega alla popolazione il suo operato e invita al rispetto della vittima: “Sono preoccupato perché non vorrei che da quanto accade in questi giorni venga ulteriormente vilipesa e offesa la dignità della ragazza che è da salvaguardare e rispettare senza riserve e illazioni”. Il vescovo si dice fiducioso “che la piena verità sulla vicenda venga accertata dai procedimenti giudiziali in corso” e si mette a disposizione della comunità di Portocannone per parlare con la cittadinanza nel pomeriggio di oggi e domani, 17 e 18 gennaio, “perché ora il trauma coinvolge la stessa comunità della cittadina”.

di Alessandro Corroppoli

Portocannone. «Sono fortemente preoccupato perchénon vorrei che da quanto accade in questi giorni venga ulteriormente vilipesa e offesa la persona e la dignità della ragazza che è da salvaguardare e rispettare in modo assoluto, senza riserve ed illazioni». Questa riflessione, contenuta in una lunga nota della curia, è stata fatta dal vescovo De Luca a margine delle varie dichiarazioni sui mezzi d’informazione in questi giorni: «Purtroppo – continua De Luca – alcune reazioni, amplificate dai media, che colgo qua e là, e che non condivido assolutamente e sono certamente esecrabili, accrescono questa mia preoccupazione. Voglia il Signore e la rettitudine delle persone che amano e servono la verità impedire questo. Io resto fiducioso che la piena verità sulla vicenda venga accertata dai procedimenti giudiziali in corso». Una nota composta da dodici punti in cui vengono descritti tutti i passi che la curia e il vescovo hanno compiuto in questo ultimo anno, prima e dopo la denuncia alla magistratura fatta dalla ragazza che oggi ha 18 anni.
Il resoconto parte commentando la denuncia di Don Marino: «La denuncia è sicuramente gravissima, ci addolora e ci sconcerta profondamente. Nel prendere atto della denuncia e della sua verosimiglianza, abbiamo usato tutta le rapidità e la determinazione necessarie sia nell’allontanare il presbitero dal luogo del proprio ministero, sia nel farci vicino alla minore che risultava profondamente scossa dall’esperienza vissuta» e prosegue, puntualizzando la decisione con cui la Chiesa e il vescovo si siano mossi affinché non fosse accusata di omertà e, allo stesso tempo chiedendo il perdono alla vittima : «Nei colloqui intercorsi con la minore e i familiari, in modi diversi e a più riprese, è stato espresso il dolore e chiesto perdono per l’accaduto, ha cercato di salvaguardare la persona della minore esortandola, fin dal primo incontro, a esporre denuncia per l’accaduto invitandola a restare serena e a rimanere in tutte le attività parrocchiali e non, nelle quali era coinvolta, assistendola perché iniziasse un percorso di sostegno psicologico».Così come dichiarato in esclusiva a primonumero.it lo scorso 9 gennaio, nella nota viene confermata ancora una volta che: «Sussistendo delle verosimiglianze circa le accuse, ha allontanato immediatamente dalla parrocchia e da ogni altra attività pastorale il chierico, proponendogli di vivere in una comunità di sostegno e accompagnamento, il tutto accettato dal chierico e l’ha deferito direttamente alla Congregazione della Dottrina della Fede, secondo le norme» agendo in obbedienza alle linee guida: “chierici e minori” della CEI rese note il 22-5-2012 che sono una esplicitazione delle indicazioni della Congregazione della Dottrina della Fede del 15.07.2010. Ricevuta la notizia di possibili abusi in materia sessuale compiuti da un chierico della Diocesi di Termoli-Larino nei confronti di una minore, ha proceduto immediatamente per conoscere la verosimiglianza dell’accusa ascoltando le parti anche davanti a testimoni.
Questa presa di posizione, di tutela verso la vittima, non ha fatto mancare la solidarietà anche verso Don Marino al quale è arrivata: «quella vicinanza e sostegno che ogni cittadino deve avere verso tutti, anche nei confronti di chi, eventualmente, commette atti gravissimi ».
Da qui la sospensione ‘ a divinis’, provvedimento grave che proibisce ogni azione di ministero sacerdotale, compresa ovviamente la celebrazione della santa Messa; l’avvio del processo canonico: «Ricevuta la documentazione della Diocesi ha affidato il primo grado del processo penale ecclesiastico alla stessa e per questo il Vescovo ha istituito il Tribunale Diocesano composto da un collegio di tre giudici, dal promotore di giustizia e dal notaio.

Quando il Vescovo riceverà la sentenza del Tribunale Ecclesiastico, invierà tutto alla Congregazione della Dottrina della Fede, la quale costituisce il Tribunale di seconda istanza».

Parallelamente all’attesa della sentenza del Tribunale Ecclesiastico Diocesano e di quella del procedimento civile «del quale ad oggi, solo grazie ai media, risulta l’esistenza non essendo ancora pervenuto alcun avviso di reato, all’interessato». De Luca dice di confidare «pienamente nel percorso della giustizia sia canonica che civile circa l’accertamento della verità e delle responsabilità » e sottolinea che: « fino alla eventuale condanna vige c’è la presunzione d’innocenza».

La nota si chiude ribadendo che nella vicenda il primo obiettivo è stato la protezione e il sostegno della persona e della dignità della ragazza e l’accertamento della verità ma, il trauma – come lo stesso De Luca ha definito la vicenda dalle colonne del quotidiano Avvenire – colpisce l’intera comunità. Comunità che viene invitata a chiedere delucidazione presso la Chiesa parrocchiale oggi e domani a partire dalle 16 quando, a differenza di quanto accaduto nel novembre del 2012, il Vescovo sarà «a disposizione di ogni cittadino di Portocannone che voglia parlare con lui, anche perché avverte che, alle già gravi situazioni precedenti, ora il trauma coinvolge la stessa comunità della cittadina».

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