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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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Mons. Delpini è “CACA” Sterco: parola di papa Francesco!

Redazione WebNews by Redazione WebNews
27 Settembre 2018
in Lombardia
Reading Time: 7 mins read
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Sabato 25 agosto 2018 il Santo Padre Papa Francesco, durante il suo viaggio apostolico in Irlanda incontra alcune vittime di abusi sessuali, un incontro privato che avviene presso la nunziatura.

Al termine dell’incontro, le vittime riferiscono che Francesco ha definito i Vescovi insabbiatori, cioè coloro che spostano i sacerdoti accusati di reati di pedofilia da una parrocchia all’altra, “caca” sterco, merda.

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La definizione non lascia margini di interpretazione, papa Francesco oltre a chiedere ancora una volta scusa (l’ennesima volta si può dire), scusa per i gravi crimini commessi dalla chiesa, giudica tutti i vescovi omissivi e insabbiatori “caca” pronunciando il termine nella sua lingua d’origine: sembra essere determinato nella lotta alla pedofilia, la famosa “TOLLERANZA ZERO”…

Diversi quotidiani riportano la notizia in tutto il mondo, i vescovi insabbiatori sono “merda”, in Italia per esempio il messaggero.it riporta il seguente articolo:

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_vaticano_pedofilia_merda_shit_parolaccia_irlanda_abusi-3933477.html

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Dunque per il Santo Padre un Vescovo che viene a conoscenza del fatto che un proprio sacerdote si porta a letto un minore, lo sposta semplicemente dalla parrocchia dove è avvenuto il fatto ad un’altra parrocchia, allora questo Vescovo è un uomo di merda, è “caca”! Questo sostiene con forza il Pontefice e lo svela al mondo per tramite di alcune vittime, alle quali ha appena chiesto scusa a nome della chiesa e che, certamente, non intende prendere in giro per farle soffrire ulteriormente, nemmeno intende prendere per i fondelli il mondo intero, oggi particolarmente attento e sensibile alla tematica, agli abusi nel clero, alla “tolleranza zero”.

Ora il Santo padre ci deve dunque spiegare come si concilia la nomina di mons. Delpini ad Arcivescovo di Milano e recentemente da lui elogiato ed invitato a rappresentare l’Italia al Sinodo dei Giovani che inizierà il prossimo ottobre 2018.

Andiamo con ordine:

1 – E’ CERTO CHE MONS. DELPINI SAPESSE (DAL GIORNO DOPO 21.12.2011) CHE NEL DICEMBRE 2011 (21.12.2011) DON MAURO GALLI AVEVA PORTATO NEL SUO LETTONE UN MINORE NELLA PARROCCHIA DI ROZZANO (MI)

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La vicenda è inconfutabile, provata da decine di testimonianze, registrazioni, intercettazioni, indagini della Procura della Repubblica… ma ancora più eloquente e chiarificatrice è la testimonianza diretta dell’attuale Arcivescovo Mario Delpini che, sotto giuramento, rilascia alla Polizia, nel 2014, quando viene interrogato nell’ambito delle indagini preliminari relative al caso.

Delpini confessa di avere saputo subito che don Mauro aveva portato a letto un minore, riceve immediatamente, uno o due giorni dopo i fatti, la telefonata dell’autorevole parroco di Rozzano dell’epoca, don Carlo Mantegazza. Il monsignore racconta alla polizia che in quella telefonata il Parroco gli riferisce esplicitamente dei presunti abusi sessuali avvenuti quella notte.

Il Vescovo, prosegue il suo racconto sotto giuramento, si precipita a Rozzano e convoca il prete abusatore, il quale ammette al suo Vescovo Mario Delpini di aver portato a letto, nel suo letto in canonica, il ragazzino.

La polizia gli chiede dunque se ha preso dei provvedimenti e quali, Delpini riferisce di aver spostato immediatamente il prete (don Galli) da Rozzano alla parrocchia di Legnano, sempre nel milanese a pochi chilometri di distanza.

I poliziotti increduli domandano al Vescovo chi avesse preso la decisione del semplice trasferimento e se era al corrente della mansione del sacerdote nella nuova destinazione.

Delpini risponde con fermezza: la decisione è sua e il nuovo incarico che ha scelto per il prete è il medesimo, ovvero seguire la pastorale giovanile, ancora a contatto con i minori, ma questa volta non più di due oratori, bensì di quattro dell’oltre Sempione.

Delpini sapeva perfettamente e ha semplicemente spostato il prete esattamente come la “merda” definita da Francesco.

Ecco il verbale della polizia firmato da mons. Delpini acquisito in tribunale (MILANO V SEZIONE PENALE – GIUDICE AMBROGIO MOCCIA) datato 24 Ottobre 2014:


2 – E’ CERTO CHE LA SANTA SEDE SAPESSE DEL COMPORTAMENTO DEL VESCOVO INSABBIATORE “CACA”, MONS. DELPINI PRIMA DI NOMINARLO ARCIVESCOVO DI MILANO

La Santa Sede era certamente informata circa il comportamento del Vescovo Delpini già dal 2015: i familiari del ragazzino avevano infatti esplicitamente denunciato il comportamento dei vescovi coinvolti, collaboratori dell’allora Arcivescovo di Milano Cardinale Scola oggi in pensione.

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Più volte avevano scritto sia al Cardinale Scola, sia al Cardinale Muller, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sia direttamente a Papa Francesco.

Le risposte non si fecero attendere, solo il Santo Padre tacque!

Il Cardinale Muller, poi licenziato da papa Francesco, rispose in meno di ventiquattro ore accusando la ricezione della copiosa documentazione a sostegno della denuncia del comportamento omissivo dei due vescovi Mons. Delpini e mons. Pierantonio Tremolada (successivamente promosso anch’egli da papa Francesco a Vescovo di Brescia) il quale aveva gestito insieme al Vescovo Delpini la vicenda in quanto allora responsabile della formazione dei neo sacerdoti come don Galli.

Muller ricevette anche la copia della lettera inviata al Santo Padre Papa Francesco.

Di seguito lo scambio di documenti con la Congregazione per la Dottrina della Fede datata 5-6 Maggio 2015:

Il Cardinale Scola, perfettamente a conoscenza del fatto certo che il prete (don Galli) avesse portato nel suo letto il minore, definisce le scelte di Delpini “IMPROVVIDE”, ovvero il semplice spostamento da una parrocchia all’altra, ancora a contatto con i minori, esattamente quell’atteggiamento, quelle decisioni definite dal Santo Padre ad opera di Vescovi “CACA”, uomini di merda!

Ecco la lettera della Cardinale Angelo Scola datata 23 Aprile 2015:

La Nunziatura Apostolica (per conto del Santo Padre per ruolo ed istituzione) risponde ufficialmente, la prima volta nel marzo 2016, ovvero più di un anno prima che mons. Delpini fosse nominato Arcivescovo di Milano e mons. Pierantonio Tremolada fosse nominato Vescovo di Brescia:

… “circa le accuse da voi mosse ai collaboratori dell’Arcivescovo (l’arcivescovo di Milano era il Cardinale Scola e i suoi collaboratori esplicitamente denunciati erano Mons. Delpini e Mons. Tremolada ndr) – esse saranno debitamente esaminate a tempo debito, al termine dell’istanza in corso e raccolte le necessarie informazioni.”…

Ecco la lettera della Nunziatura Apostolica datata 22 Marzo 2016

3 – E’ CERTO CHE IL SANTO PADRE SAPESSE DEL COMPORTAMENTO OMISSIVO DELL’ARCIVESCOVO DI MILANO MARIO DELPINI BEN PRIMA DI INVITARLO AL SINODO DEI VESCOVI SUL TEMA DEI GIOVANI, QUALE MEMBRO AUTOREVOLE PER ARRICCHIRE IL DIBATTITO SINODALE

Nella comunicazione ufficiale inviata dal Santo Padre, Papa Francesco, all’Arcivescovo di Milano  Mario Delpini per convocarlo quale membro del gruppo di Vescovi che parteciperanno all’importante Sinodo sul tema dei giovani dal 3 al 28 Ottobre 2018 si legge:

… “La ringraziamo fin d’ora per la disponibilità all’invito del Santo Padre”

https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/papa-francesco-nomina-delpini-membro-del-sinodo-230895.html

Il Santo Padre nomina Delpini per l’importante Sinodo sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale?!?

Dunque al sinodo parteciperanno Vescovi che il Papa invita e allo stesso tempo definisce “caca”?

E’ lo stesso papa Francesco? Il sinodo rappresentato dalla merda? Oppure sono le solite quattro “fregnacce” di circostanza che Francesco ha dovuto dire alle vittime di abusi sessuali a Dublino, i Vescovi insabbiatori come Delpini sono “caca”, dimenticandosi poi di dire che la stessa “caca” li rappresenta bene al sinodo dei Vescovi… ?

PAPA FRANCESCO SAPEVA: ecco la lettera della Nunziatura Apostolica datata 11 Maggio 2018:

Tutti in Vaticano sanno del caso don Mauro/Delpini: è stato persino recepito all’ONU un Dossier  completo sulla vicenda e il sistema di insabbiamento, la Pontificia Commissione per la tutela dei Minori, come anche il Santo Padre, hanno da tempo a disposizione  una copia del Dossier recepito alle Nazioni Unite che ha ufficialmente annunciato a Ginevra il 7 Giugno 2018 che ha avviato un’indagine sul caso Italiano.

Tutti erano certamente a conoscenza degli eventi prima dell’invito del Santo Padre rivolto all’Arcivescovo Delpini per la partecipazione al Sinodo dei Vescovi.

Ecco la lettera della Pontificia commissione per la tutela dei minori presieduta dal Cardinale O’Mallay datata 16 Luglio 2018:

In tutto questo, dove sta la credibilità? Ora il Papa deve dare una risposta ferma, se i  Vescovi che insabbiano sono “caca” se era sincero con le vittime, se erano autentiche le scuse, allora la stessa “caca” non può rappresentare la Chiesa al sinodo dei Vescovi… non si può servire due padroni: affermare la “tolleranza zero”, quando mediaticamente conviene, e poi bellamente rinnegarla pubblicamente nei fatti

…e nemmeno si può rubricare chiunque denunci con prove e testimonianze come “coloro che danno scandalo” dunque secondo il Pontefice non meritevoli di risposte…

Ma non era Francesco che esortava ad avere il coraggio di denunciare con nomi e cognomi?
(Papa Francesco – 22 giugno 2017, Omelia S. Messa – Casa Santa Marta)

Forse è giunto il tempo in cui c’è da domandarsi seriamente: “chi sta veramente dando scandalo in tutta questa vicenda?

Mt 6,24-34                               

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «24 Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro

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