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Testimoni di Geova: “una setta, coprono i pedofili e se te ne vai ti rubano la famiglia”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
2 Ottobre 2020
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Parla un testimone di Geova ‘costretto’ a non lasciare quella che lui definisce una setta: a rischio i familiari e la sua stessa vita.

“Chi esprime dubbi rischia di essere cacciato e questo significa perdere tutti i tuoi affetti”. Basterebbe questa frase per spiegare come sia difficile uscire da quella che lui ora definisce setta dei Testimoni di Geova. I seguaci sono talmente indottrinati e convinti di ciò che hanno imparato dagli anziani e dalle riviste che: “se domani il corpo direttivo gli dicesse di suicidarsi, sarebbero diversi milioni a togliersi la vita. E lo avrei fatto anch’io”. 

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Inquietante, ma a sentire un testimone della congregazione, intervistato da Fanpage.it, è tutto vero. E c’è dell’altro: non puoi più uscire dai Testimoni di Geova perché se lo fai, tutti i parenti che ne fanno parte non li potrai mai più vedere. “Chi esprime dubbi rischia di essere cacciato e questo significa perdere tutti i tuoi affetti”.

“Sono un Testimone di Geova da 30 anni, voglio uscirne, ma se lo faccio sono finito”- dice a Fanpage il pentito intervistato. Li vedi in giacca e cravatta gli uomini e con gonne lunghe quasi tutte uguali, le donne. Hanno l’immancabile rivista ufficiale Torre di Gaurdia in mano e quasi sempre annunciano la fine del mondo. Sono 50 anni che la prossima settimana ci sarà un’apocalisse.

Si avvicinano spogendoti la rivista e chiedendoti quanto sei felice. I più oramai li riconoscono i Testimoni di Geova, e li eviatno, ma molti specie i più fragili, abboccano ancora e si fermano a parlare. E tra una chiacchierata e l’altra entrano a far parte del grande mondo di Geova.

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E’ il loro lavoro, oltre che una missione, andare in giro a cercare adepti, e guadagnano denaro per ogni persona che riescono a fare diventare Testimone. Guai a parlare di trasfusioni di sangue con loro: “piuttosto deve morire – spiega il pentito – Con fede, ma deve morire. Prima ci credevo anch’io ma ora ho capito che è sbagliato […] Portiamo sempre con noi un documento in cui affermiamo di non volere sangue altrui. Se mi trovassi in ospedale dopo un incidente, e fossi incosciente, qualcun altro deciderebbe per me. Conoscendo mia moglie, sono sicuro mi lascerebbe morire piuttosto di autorizzare una trasfusione”.

Testimoni di Geova, un pentito: “i superiori ci controllano, se me ne vado perdo la famiglia”

Il testimone di Geova che vorrebbe andarsene dalla ‘setta’ – così lui la definisce – è di Pescara e confida a Fanpage i suoi dubbi sulla congregazione. “Chi esprime dubbi rischia di essere cacciato e questo significa perdere tutti i tuoi affetti. […] Mia moglie ed io eravamo cattolici – precisa – poi ci siamo convertiti, mentre mio figlio è testimone dalla nascita. Per 3 anni sono stato anziano in una congregazione; sei mesi fa ho rimesso il mio incarico perché non volevo più continuare ad avere responsabilità nell’organizzazione”.

“Prima non volevo sentire niente che potesse mettere in discussione la mia fede – ammette – ma adesso ho finalmente aperto gli occhi”. A fargli scattare la scintilla è stato soprattutto il modo con il quale i seguaci di Geova hanno trattato e trattano i casi di pedofilia. “E’ permesso denunciare alle autorità gli abusi ai minori ma con due testimoni che devono confermare le accuse al presunto pedofilo. Mi chiedo come si possa pensare di trovare due testimoni che abbiano assistito ad un abuso a un bambino”.

In sostanza il problema dei pedofili, i testimoni di Geova se lo risolvono da sè, senza una vera giustizia. La paura più grande è quella di denunciare abusi o inconguenze per esempio sui fondi ricevuti perché potresti essere cacciato, e sarebbe una dramma.

“Chi si dissocia – spiega il testimone – perde la famiglia. Mia moglie e mio figlio smetterebbero di parlarmi. Dopo aver smesso di essere anziano, sembra che in casa sia entrato il diavolo. Un litigio continuo […] Per mio figlio è stata una tragedia. Non pensavo che questa mia scelta provocasse una reazione simile. No, non posso permettermi di essere mandato via. E comunque, una volta dentro la congregazione, tutti i testimoni di Geova si allontanano dalle amicizie e affetti precedenti. Per cui, se vieni cacciato, non ha più nessuno fuori dall’organizzazione. Sei da solo, “bruciato””.

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